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Il Garante: dal dibattito emerge la richiesta di più spazio per luoghi pubblici e più controllo dei cittadini

Il Garante del Dibattito Pubblico Termoli 2020, Professor Marco Olivetti, oggi pomeriggio presso il MACTE (Museo d’Arte Contemporanea Termoli) in via Giappone a Termoli, ha illustrato la relazione finale del Dibattito Pubblico. Quattro i nodi principali emersi dai 90 giorni di dibattito e messi a disposizione dell’Amministrazione e della ditta aggiudicataria: modifiche architettoniche e funzionali dell’Auditorium, con rinuncia a spazi dedicati alla realizzazione di un ristorante per ampliare l’altezza del palcoscenico e raddoppiare la capienza della struttura; costituzione di un comitato di controllo cittadino per la fase di cantiere e per il monitoraggio delle concessioni su nomina del Consiglio Comunale a maggioranza qualificata e prosieguo dell’attività di informazione sul progetto; rinuncia a parte degli spazi destinati ad attività commerciali per la creazione di un Urban Center cittadino e per un punto di accoglienza turistico;  presentazione di un piano dettagliato sulle misure per la riduzione dell’impatto ambientale e sulla gestione della fase del cantiere. Altri i punti di rilievo, dall’attenzione ai diversamente abili nella realizzazione della riqualificazione, alla predisposizione di un eventuale museo in caso di ritrovamenti archeologici.

Considerazioni finali”.

Dall’analisi complessiva delle evidenze ora esposte, il Garante è in grado di affermare che l’opera proposta incontra sia alcune resistenze complessive da parte della cittadinanza, sia un interesse per le novità che essa può apportare al contesto urbano. Ciò rende necessario un dialogo fra l’amministrazione e la cittadinanza che dovrà proseguire oltre la fase del dibattito pubblico, puntando su un’opera di persuasione che non può in alcun modo ritenersi terminata con la conclusione del dibattito e che deve porsi l’elevato obiettivo di ricostruire un clima di dialogo anche con i gruppi di cittadini che lo hanno sinora rifiutato.

Ad avviso del Garante, anche in questo spirito dialogico, l’Amministrazione comunale dovrebbe considerare la c.d. Alternativa Zero, se non altro al fine di spiegare di nuovo alla cittadinanza termolese i motivi forti che, nell’esercizio delle responsabilità di governo della città che gli elettori le hanno attribuito e che in base alla Costituzione le spettano in nome e per conto di tutti i cittadini, essa ritiene che la realizzazione dell’opera apporti un valore aggiunto alla vita della città. Tuttavia pare doversi escludere che dal dibattito emerga una indicazione chiara in favore dell’Alternativa Zero, se non altro per il semplice fatto che la maggioranza dei sostenitori di essa hanno liberamente (e legittimamente, ça va sans dire) scelto di non partecipare a questo esercizio di sperimentazione democratica.

Partendo dalla constatazione dell’esistenza di una generale esigenza di continuare ad essere informati anche durante la realizzazione delle opere, così come durante la gestione, il Garante offre all’Amministrazione comunale e all’impresa quattro linee principali di intervento  e suggerisce, inoltre, di considerare attentamente alcune questioni minori.

1. L’esigenza di dialogo e di informazione prima ricordata spiega la proposta – emersa da uno dei tavoli tematici del III workshop – di chiedere all’Amministrazione Comunale ed alla ditta De Francesco di mettere a disposizione, nell’ambito del progetto, uno spazio per realizzare un Urban Center per Termoli. Tale ufficio sarebbe il luogo adatto a informare i cittadini sul progetto Termoli2020 e sul suo sviluppo, ma anche su tutti i successivi progetti che il Comune attiverà per continuare a far crescere Termoli oltre il 2020. Un centro di questo tipo non risponderebbe solo alle esigenze dei cittadini di essere informati, ma sarebbe anche un segnale forte della volontà di Termoli e della sua amministrazione di costruire con determinazione il futuro della città. Nel frattempo, dopo la conclusione del Dibattito pubblico e fino alla realizzazione dell’opera, pare necessario che l’Amministrazione e l’impresa continuino ad informare la cittadinanza, estendendo l’attività di comunicazione alla fase di realizzazione del progetto.

2. Una seconda proposta di particolare rilievo è emersa dal Dibattito pubblico:  la nomina di un comitato di controllo cittadino sull’esecuzione dei lavori, di cui occorrerebbe definire in maniera chiara e trasparente il ruolo. Si tratterebbe di un gruppo di monitoraggio (che si potrebbe ad es. denominare comitato indipendente di controllo) composto da cittadini e da rappresentanti delle associazioni cittadine, che avrebbe il compito di seguire e controllare tutte le fasi esecutive di cantiere e di realizzazione del progetto. Occorre inoltre valutare se tale gruppo possa estendere la sua attività al monitoraggio della gestione dell’opera dopo la sua realizzazione, facendo però attenzione al rischio di burocratizzazione o di istituzionalizzazione del comitato (insomma, al rischio di creare un piccolo CNEL, prestigioso ma inutile). Potrebbe essere opportuno valutare l’opportunità di far scegliere i componenti di tale organo – sulla base di candidature spontanee – da parte dell’organo rappresentativo del Comune, eventualmente a maggioranza qualificata, al fine di assicurare il coinvolgimento delle minoranze.

3. Fra le questioni relative al contenuto del Progetto, il Garante ritiene di dover invitare l’Amministrazione e l’impresa appaltatrice a sviluppare una attenta riflessione sulla struttura e sulle funzioni che si immaginano per il nuovo Auditorium che dovrebbe essere realizzato nell’area di Pozzo Dolce. Pare infatti che questo elemento del progetto non sia sinora emerso con sufficiente chiarezza, almeno riguardo alle potenzialità che esso potrebbe avere, non solo come uno dei tanti contenuti del progetto, ma come una chiave per la riconfigurazione del volto del centro della città, mediante il rafforzamento del suo profilo culturale. L’Auditorium – come spazio culturale centrale per la città, per i suoi cittadini e per i turisti – dovrebbe essere configurato come il terzo “pilastro” del Progetto, idoneo a contribuire a definirne l’identità complessiva. Allo stato attuale del progetto, molte scelte sulle future funzioni dell’Auditorium appaiono indeterminate e sono rimandate ad una fase successiva: occorrerebbe invece definire sin da ora – sia pure a grandi linee – le aspettative dell’amministrazione e dell’impresa (la quale sarà proprietaria di questo spazio), elaborando al riguardo un progetto culturale forte circa le funzioni dell’auditorium. Un progetto culturale che, per essere forte, dovrà anche essere economicamente sostenibile.

In questa prospettiva, vanno ricordate le proposte emerse nel dibattito, che suggeriscono di ampliare la capienza dell’Auditorium (fino a raddoppiarne il numero di posti), anche rinunciando alla realizzazione del ristorante attualmente previsto dal progetto al di sotto dell’Auditorium stesso, al fine di rendere la struttura idonea ad ospitare eventi di maggiore rilievo.

4. Appare assolutamente necessaria una particolare cura nella progettazione di dettaglio delle misure di riduzione dell’impatto del cantiere sull’ambiente e sulla vita della città: tale progettazione dovrà essere illustrata e discussa approfonditamente con i cittadini e con le associazioni. Come si è osservato sopra, il comitato di controllo dei cittadini di cui si raccomanda la costituzione dovrebbe avere la possibilità di verificare in corso d’opera l’adozione dello misure di mitigazione previste nei diversi piani. 

Se le quattro ora indicate sono le proposte di fondo che il Garante – raccogliendo le evidenze emerse dal dibattito – intende sottoporre alla valutazione dell’Amministrazione comunale e delle ditta appaltatrice, rilievo non minore e per nulla marginale presentano le altre evidenze emerse dal dibattito e sintetizzate nei punti precedenti. Fra esse pare di dover ricordare:

a) Garanzie sui tempi dei cantiere mediante un cronoprogramma generale, adeguatamente pubblicizzato e sulla gestione dell’opera, attraverso forme di assicurazioni; impegno a realizzare prima la parte di proprietà pubblica e poi la parte di proprietà privata. 

b) Attrezzare tutta l’opera in maniera da renderla al meglio fruibile dai cittadini e in particolare dai soggetti portatori di handicap.

c) La creazione nell’ambito del progetto di un museo archeologico a Termoli in caso di ritrovamenti.

Più in generale, il Garante invita l’amministrazione e l’impresa aggiudicataria a prestare attenzione a tutte le questioni emerse dal dibattito, e in particolare a quelle formulate nei workshops. E rivolge un sommesso invito all’amministrazione e a tutta la cittadinanza a non rinunciare a ricercare, su questo progetto, le vie di un dialogo attento, che non si esaurisca in sterili contrapposizioni, che non sono idonee a recare apporti al bene comune della Città e dei suoi abitanti di oggi e di domani.