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Ferrara (responsabile cantiere): 24 mesi di lavori, tecnologie moderne per ridurre l’impatto sulla città

Camillo Ferrara, architetto e futuro responsabile della fase di cantiere della ditta De Francesco Costruzioni, aggiudicataria in via provvisoria del project financing, durante un’intervista di approfondimento trasmessa sul canale Facebook del Dibattito Pubblico Termoli 2020, ha esposto le metodologie di lavoro che saranno utilizzate nell’area urbana oggetto della riqualificazione.

Il cronoprogramma di lavoro prevede 24 mesi di cantiere, di cui 12 mesi dedicati alle attività più intense e impattanti di scavo e trasporto del terreno; stop all’utilizzo dei mezzi pesanti nei periodi festivi; 4 le aree di cantiere autonome e consequenziali (Porto/via Del Croix, via Roma, Piazza Sant’Antonio, Pozzo Dolce) con ripristino della superficie all’uso urbano entro massimo 3 mesi dall’inizio dei lavori nelle singole aree; utilizzo delle tecnologie più innovative per ridurre l’impatto acustico, le vibrazioni e la produzioni di polveri; massima apertura alla gestione condivisa con la popolazione residente e gli esercenti per ridurre al minimo l’impatto del cantiere sulla vita quotidiana.

Avremo cura di costruire un rapporto quotidiano con gli esercenti e i cittadini. Saremo pronti all’ascolto puntuale delle esigenze di ciascuno, del resto non c’è altro modo per gestire al meglio un cantiere.

Il progetto definitivo delle diverse fasi del cantiere sarà realizzato all’esito dello studio geologico e archeologico. E’ impossibile affrontare tutta la superficie di intervento – 17.000 mq – in un’unica soluzione L’impresa prevede di realizzare tutto l‘intervento in 24 mesi di cantieri, con una fase più impattante di 12 mesi dedicata allo scavo e al trasporto delle terre di scavo e con una seconda fase cosiddetta di edilizia meno impattante di altri 12 mesi. Opereremo su 4 aree di cantiere autonome e consequenziali (Porto/via Del Croix, via Roma, Piazza Sant’Antonio, Pozzo Dolce) e per fasi. La prima fase sarà quello dello scavo, con il conseguente utilizzo dei mezzi di trasporto per il trasferimento. Il passante sarà realizzato nella sua totalità con cantiere sotterraneo, tranne la prima parte dal porto sino alla Torretta che sarà realizzato in trincea, ovvero con un cantiere a cielo aperto. La metodica che utilizzeremo, anche per Piazza Sant’Antonio, sarà quella di prevedere immediatamente la ricopertura non appena saranno posizionati i pali interrati. Su queste paratie che si fronteggiano verranno posati i tegoli per la formazione di strutture orizzontali dei solai, che consentiranno in tempi brevissimi  il ripristino della zona all’uso quotidiano. Contiamo di ripristinare all’uso ordinario Piazza Sant’Antonio in 2, massimo 3 mesi; ovviamente le finiture saranno realizzate nella fase terminale del cantiere. Realizzato il solaio le operazioni di scavo proseguiranno nel sottosuolo senza interferire con l’uso normale dell’area.

Seguiremo ovviamente tutte le norme di sicurezza e tutte le norme di legge per la migliore gestione della fase di cantiere: eviteremo i rumori con pannelli di insonorizzazione e utilizzeremo strumentazione tecnologica avanzata per evitare che si superino i decibel previsti dalle norme di legge, eviteremo l’emissioni di polveri attraverso la tecnica della bagnatura con un cannone che consentirà che anche i camion che trasporteranno il terreno di riporto possano uscire “puliti” dal cantiere, misureremo con strumentazione tecnologica il livello delle vibrazioni.

Il cronoprogramma prevederà fasi di cantierizzazione leggera, con blocco dell’utilizzo dei mezzi pesanti e trasporto delle terre da scavo, durante i periodi estivi e quelli festivi in generale.

Sarà prevista la mascheratura e schermature di carattere unitario del cantiere con un sistema di informazione e comunicazione sul progetto.