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D’Onofrio (Archeologa): trovare reperti archeologici darebbe maggior valore al progetto di riqualificazione

Annalisa D’Onofrio, archeologa e consulente della ditta aggiudicataria in via provvisoria del project financing, durante un’intervista di approfondimento trasmessa sul canale Facebook del Dibattito Pubblico Termoli 2020, ha esposto le metodologie di lavoro, in accordo con la Sovrintendenza ai Beni Culturali, che saranno utilizzate per scoprire se nell’area urbana oggetto della riqualificazione, sia possibile rinvenire reperti archeologici (necropoli) o architettonici (la torre gemella della torretta Belvedere). Chiara la speranza di trovare qualcosa per valorizzare il progetto sotto l’aspetto culturale e turistico.

Non capita spesso di avere una così grande attenzione e interesse da parte di un Comune e di una ditta privata rispetto al tema archeologico. Noi siamo fiduciosi di trovare reperti archeologici da poter valorizzare. Sarebbe un elemento importante per il progetto di riqualificazione urbana poter offrire ai termolesi e ai turisti un percorso espositivo dove mostrare i reperti rinvenuti.

Le fasi dell’indagine archeologica.

Siamo al termine nella prima fase del nostro lavoro, ovvero la valutazione preliminare dell’interesse archeologico dell’area oggetto della riqualificazione.

E’ stato un lavoro complesso e difficile perché Termoli manca di una “Carta archeologica del rischio”. Abbiamo dunque proceduto con un sfoglio bibliografico di tutte le fonti storiche  e delle notizie presenti negli archivi ed è stata elaborata una mappa del potenziale archeologico.

Dallo studio risulta che Termoli è stata abitata già dall’eta del Bronzo, oltre 3000 anni fa. Rispetto all’area del progetto abbiamo solo elementi aleatori. Si riportano in alcuni note bibliografiche elementi di tre tombe a fossa con corredo funerario composto di rasoio e coltellini. Elementi tipici del rito funerario di età arcaica.

Inoltre c’è risultanza della scoperta di vasi funerari appartenenti a una necropoli di epoca romana imperiale. Abbiamo la speranza, ma non la certezze di rinvenire questi elementi: purtroppo non c’è il dato puntuale su dove effettuare il rilievo, né rispetto all’ubicazione, né rispetto alla quota.

Allo termine dell’indagine geologica lo studio statigrafico ci aiuterà nel nostro lavoro.  In caso di risultanze avvieremo saggi e trincee esplorative in accordo con la Sovrintendenza dei Beni Culturali.

Questa è la prima vera occasione utile per conoscere se nel sottosuolo del centro storico di Termoli esistano o meno reperti archeologici di valore.

Un intervento molto oneroso per le città che decidono di avviarlo e che invece in quesa circostanza entra nel processo previsto ai sensi dell’articolo 25 del codice degli appalti che assegna proprio nella fase di aggiudicazione provvisoria dell’opera l’onere  dell’indagine all’aggiudicatario del project financing.

Se dovessimo trovare una necropoli si potrebbe valorizzare attraverso la realizzazione di un percorso guidato che dal borgo antico arriva sino all’interno del parcheggio multipiano, dove creare un’apposita sala espositiva per collocare i reperti ritrovati.

Più delicata sarà l’eventuale ritrovamento di strutture architettoniche. Una particolare attenzione sarà data al rilevamento della torretta gemella della torre belvedere, di cui si ha notizia bibliografica. L’eventuale ritrovamento richiederà con ogni probabilità la modifica del progetto preliminare per consentire la valorizzazione della stessa. 

La zona è però fortemente urbanizzata, non c’è da escludere che nel passato siano state distrutte le risultanze archeologiche, quando non c’era attenzione al tema della conservazione del patrimonio archeologico.”